Progetto

BROCKENHAUS

DOPO LA FINE

IDEAZIONE E CREAZIONE

Paola Lattanzi

INTERPRETAZIONE E CREAZIONE

Elisabetta di Terlizzi, Piera Gianotti, Paola Lattanzi, Emanuel Rosenberg

CORO

Asia Capaldi, Marzia De Giacomi, Andrés Franco, Alexa Hütter, Damla Karacayir, Alessandra Mattioli, Sophie Meroni, Tiziana Ngo, Isabel Pahud, Beatrice Rosa, Ludovico Schuhmacher, Ruben Suira, Lorena Vezzoli (studenti del 4° anno 2017 / 18 del CSIA / opzione teatro)

MUSICHE ORIGINALI

Teho Teardo

DISEGNO LUCI 

Gianni Staropoli

COSTUMI

Laura Pennisi

PRODUZIONE

Progetto Brockenhaus

IN COLLABORAZIONE CON  

Rassegna HOME, AIEP/DIDstudio - Milano (I) 

COPRODUZIONE

Luganoinscena, Divisione Eventi e Congressi - Lugano

CON IL SOSTEGNO

Comune Capriasca, Dipartimento della cultura -DECS/Swissloss-TI,

Ernst-Göhner Stiftung, Fondazione svizzera degli artisti interpreti SIS

RINGRAZIAMO

Greta Cisternino, Andrea Dore, Lidia Lucenti, Edoardo Sorrenti, Teatro Danzabile


 

A causa di un solo uomo, il peccato è entrato nel mondo e con lui la morte,

rendendo la libertà solo apparente.

Dopo la Fine indaga ciò che resta: una comunità di esuli, i cui corpi non sono

innocenti, ma espressione della colpa e veicolo della punizione. Sono corpi in

bilico tra l’Inferno e il Paradiso, tra la vita e la morte, arginati in questo “dome”

dal Coro di Ombre: anello di protezione e barriera di contenimento che segna

il limite invalicabile. Le “creature” interagiscono tra loro e con lo spazio in una

logica di attrazione-repulsione, alla ricerca di un approdo.

“Laddove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia"

Lavoro sul corpo di Dopo la Fine

Il lavoro sul corpo nasce da strutture di improvvisazione desunte dalle

descrizioni della fisicità dei dannati nell’Inferno di Dante e delle leggi fisiche

cui essi sottostanno.

.Dopo la Fine è un attraversamento cinetico e emotivo di

corpi sottommessi alle leggi del cotrappasso. Il tipo di postura, lo sforzo, le

limitazioni sono protratte per un tempo dilatato, denso e rotondo. Focus

principale e costante è lo sviluppo della cinestesia, del controllo, della

consapevolezza. Mi interessa osservare la diversità delle risposte individuali

alla setssa proposta fisica, le differenze e le similitudini nel modo di

organizzare il corpo per resistere, ad esempio, ad uno sforzo reiterato,

oppure quale soluzione ognuno adotta singolarmente per rispondere alla

stessa “emergenza”.

In questo senso Dopo la Fine rimane una ricerca continua e inesauribile.

I quattro performer condividono lo spazio con 6/8 giovani corpi che formano il

Coro delle Ombre che funge da cassa di risonanza dell’energia prodotta in

scena e al tempo stesso, idealmente, contiene e impedisce la fuga dei

quattro condannati.

I performer del Coro saranno scelti e formati attraverso un laboratorio in loco e

cambieranno ad ogni replica. Questo permetterà alla compagnia di ridefinire

lo spazio, la qualità di energia e il modo in cui modellarla.

Il Laboratorio per coro delle Ombre

“La prima dote dell’attore è l’anima, la seconda l’intelletto, la terza la sincerità

dell’interpretazione e la quarta il disegno raffinato dei movimenti fisici”

(Henry Louis Lekain).

Cercheremo di definre il concetto di “presenza scenica”.

L’attore per essere scenicamente vivo, non può essere ciò che è, deve

abbandonare la propria spontaneità cioè i suoi automatismi. Occorre uccidere

il ritmo e il respiro per creare nuove e più consapevoli connessioni, per

imparare a trattenere e gestire la tensione muscolare ed emotiva.

Attraverso principi che ritornano nelle varie tecniche teatrali e che riguardano:

il peso, l’equilibrio, l’uso della colonna vertebrale, delle mani e degli occhi,

saranno proposti pratiche che allenano una particolare percezione e capaci di

generare presenza scenica, permettendo al corpo di rendere percettibile

l’invisibile: l’intenzione.

​Il lavoro svolto nel laboratorio non è quindi finalizzato ad aggiungere bellezza

o a stilizzare, ma a togliere dai corpi l’ovvietà del quotidiano, evitare che sia

solo un corpo condannato a rappresentare se stesso.

 

INFO

www.luganoinscena.ch

www.foce.ch